Nei boschi, nei pascoli, sulle terre alte… Noi custodiamo natura

Immaginate di camminare in un castagneto e di trovarlo pulito, ordinato. Oppure di sedervi in un prato ricco di fiori e di essenze erbacee, e di ricavarne la stessa impressione.

Tra le principali aree progettate da Slow Food a Terra Madre 2024 – sotto la grande tettoia di Parco Dora –, c’è quella dedicata alle terre alte (il sistema agro-silvo-pastorale) e ai loro custodi.

L’azione del “custodire” è fondamentale per il racconto del bosco, del prato, del pascolo, che Slow Food mette in campo in questo spazio. Non siamo in un bosco selvaggio né su un pascolo lasciato a se stesso da anni. Siamo in un luogo in cui si esprimono relazioni, in cui l’essere umano fornisce il proprio contributo nella custodia e nel mantenimento dei delicati equilibri delle terre alte. E in cui spesso gli animali giocano un ruolo altrettanto fondamentale.

Il nostro intento è mostrare come farsi custodi della natura possa contribuire alla rigenerazione delle Terre Alte, e contemporaneamente generare vero benessere per le comunità che vi abitano. Qui ci limitiamo a fare alcuni esempi, ma vi invitiamo a toccare con mano quanta bellezza e progettazione futura possa esprimersi in ecosistemi gestiti con gentilezza. 

Noi custodiamo natura… nei pascoli e prati:  il progetto dei prati stabili

Il prato stabile è l’emblema del perfetto equilibrio tra natura ed esseri umani, tra rispetto dell’ambiente e produzione. Un patrimonio ambientale, sociale, culturale ed economico che può cambiare il futuro delle terre alte, ma anche rigenerare i terreni esausti delle pianure, dove l’allevamento ha perso il contatto con la terra e l’agricoltura intensiva ha compromesso la vitalità dei suoli.

Un prato è definito “stabile” quando non viene arato o dissodato per molto tempo, quando non viene sottoposti a diserbo, e non vi si impiegano antiparassitari. Nei prati stabili la propagazione delle specie è garantita dalla natura. Anche l’essere umano vi gioca un ruolo importante, prendendosene cura, sfalciandoli, garantendone il mantenimento, e collaborando con i suoi migliori alleati: vacche, pecore, capre. Oltre agli impollinatori. 

In questa parte del percorso, vi raccontiamo l’idea di Slow Food su:

  • la pastorizia, la cooperazione tra esseri umani e animali (razze bovine, ovine e caprine), e i prodotti magnifici che ne risultano: dal latte al burro, dai formaggi alle lane
  • l’agricoltura delle terre alte, che molti definiscono eroica perché implica un duro lavoro manuale: nella semina, nella raccolta, nella realizzazione di muretti a secco e terrazzamenti
  • l’allevamento delle api mellifere, e la produzione di mieli che, proprio come i formaggi prodotti al pascolo, raccontano alla perfezione tutta la complessità e la bontà che può derivare da un prato fiorito
  • la coesistenza con gli animali selvatici, perché di tutta questa opera di cura e gestione beneficiano anche gli impollinatori, gli insetti, gli uccelli che nei pascoli e nei prati possono trovare la propria casa

Fai la tua parte: approfondisci e firma il manifesto Salviamo i prati stabili e i pascoli.

Noi custodiamo natura… nei boschi: la rete dei castanicoltori

I castagni catturano CO2, assicurano la tenuta dei versanti delle montagne altrimenti esposti a frane e smottamenti e, se ben curati, prevengono gli incendi boschivi. Un castagneto ben tenuto significa bellezza e quindi valore, turismo attento e rispettoso. A lungo, la castanicoltura è stata messa da parte, ma oggi in molti la guardano con rinnovato interesse, riconoscendo gli indubbi contributi ambientali, sociali ed economici che può dare alla rigenerazione delle terre alte.

In questa parte del percorso vi raccontiamo l’idea di Slow Food sui castagneti, come:

  • recupero della coltivazione dei castagneti, tutela e diffusione delle varietà locali
  • luoghi di espressione dell’architettura rurale legata alla lavorazione delle castagne
  • possibilità di diffondere e innovare gli usi gastronomici della castagna e dei suoi derivati

Questa nuova rete di Slow Food coinvolge comunità, condotte, produttori, cuochi, tecnici, e mette al centro la rigenerazione delle Terre Alte attraverso la diffusione della castanicoltura tradizionale, con i suoi saperi, gli usi, le tecniche, cercando di definire azioni comuni per salvaguardare e riqualificare una risorsa che può tornare a essere strategica, offrendo nuove opportunità di sviluppo per i territori appenninici e alpini pedemontani.

La rete dei castanicoltori ha mosso i primi passi in occasione di OltreTerra 2021 (in Emilia-Romagna, 5-6 novembre 2021), dove è stata condivisa la prima stesura del Manifesto “Castagno, Risorsa Strategica per le Aree Interne” e dell’evento di Capranica Prenestina (in Lazio, 26-28 novembre 2021).

Mettendo insieme soggetti e competenze diverse, la rete consente un agevole scambio di buone pratiche, processi virtuosi e conoscenze ed è capace di unire saperi tradizionali, innovazione e creatività.

Fai la tua parte: scopri la rete dei castanicoltori, e leggi il manifesto Il castagno, risorsa strategica per le aree interne e le terre alte

Torna a trovarci! In questo spazio sono previsti dibattiti, approfondimenti, incontri con le produttrici e i produttori, piccole degustazioni. Il calendario degli incontri sarà disponibile a fine luglio.

Vuoi conoscere tutte le novità?

Terra Madre Salone del Gusto è un evento di Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte e ti aspetta a Parco Dora, Torino, da giovedì 26 a lunedì 30 settembre. Grazie al cibo possiamo riscoprirci parte della natura. #TerraMadre2024

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