La forza è sempre nei legami: intervista a Sara Segantin

22 Maggio 2024

Abbiamo chiesto a Paolo Capovilla, uno dei giovani presenti a Roma, ad Anteprima Terra Madre, una breve intervista a Sara Segantin.

L’intervista a Sara Segantin non è breve. Avremmo dovuto tagliarla per portarla al numero standard di battute, ma non l’abbiamo fatto, se non in minima parte. Perché va dato il giusto spazio a tutto quello che Sara ha detto, e va preso il giusto tempo per leggerlo.

Buona lettura.

Con le storie non cambi il mondo, ma anche sì

Qualcosa su di te per iniziare. 

Mi chiamo Sara e racconto storie, in tutte le loro forme, ascoltate, vissute e raccontate. Negli ultimi anni ho girato il mondo per raccontare le aree più vulnerabili del pianeta, gli impatti della crisi climatica e le conseguenti guerre, migrazioni e lotta ai diritti umani.

Lo faccio perché credo sia importante dare il tempo per capire, vivere e sentire quello che succede intorno a noi. Per qualcuno i cambiamenti climatici non sono solamente un icona del meteo ma una condizione di vita, e quando dormi sul fango o nei silos lo capisci veramente. Per questo si parla di giustizia climatica, ovvero di quando i diritti umani e diritti ambientali sono vissuti allo stesso modo. La crisi climatica è quindi un moltiplicatore oltre che di conflitti, di disuguaglianze, di discriminazioni in cui l’una alimenta l’altra e viceversa.

Con le storie non cambi il mondo, ma anche sì. Noi infatti conosciamo la realtà attraverso il modo in cui la raccontiamo, siamo in grado di creare cambiamento solo se prima lo immaginiamo. È necessario testimoniare quello che succede sia per dargli dignità e diritto di esistere ma anche per capire qual è il nostro impatto nelle aree più vulnerabili del pianeta.

Raccontare storie è anche un modo per raccontare degli esempi possibili, delle soluzioni. Le comunità indigene ci propongono non un’altro modello economico o politico ma un’altro modello esistenziale, quindi un modo diverso di stare al mondo. Raccontare fa sapere, soprattutto in un’epoca storica in cui la libertà di stampa e di pensiero non è più cosa scontata. Se non sai, non hai nessuno strumento per decidere sia del tuo presente che del tuo futuro.

La lectio magistralis di Sara Segantin

Ad Anteprima Terra Madre Sara Segantin è protagonista della Lectio Magistralis sul clima. La lectio è anche fruibile online.

Lavoriamo per un cambiamento culturale

Quali sono, secondo te, le azioni più urgenti che dovremmo intraprendere per combattere la crisi climatica?

Senza dubbio dobbiamo lavorare per mettere in atto un profondo cambiamento culturale. La base è proprio la cultura, bisogna cambiare la cultura dello sfruttamento, della prevaricazione e della violenza con una cultura della coesistenza, della condivisione e della comprensione. Restare uniti nonostante tutto quello che sta succedendo e mettere in atto un modello diverso di relazioni, tra di noi e con il mondo. Sulla pratica, bisognerebbe ridurre drasticamente le emissioni climalteranti, quindi tagliare i sussidi ambientalmente dannosi: quelli al fossile, al mercato delle armi e della guerra. Quando c’è la guerra c’è la sospensione di qualsiasi tipo di diritto civile, umano e ambientale.

Nel quotidiano, è necessario informarsi e votare, che è privilegio, diritto e dovere.

E serve ridurre drasticamente il consumo di carne e derivati. Non sono più discussioni filosofiche, basta che tu vada in America Latina o in Africa, dove per le nostre bistecche la gente muore ogni giorno. Bisogna ridurre se non eliminare la fast fashion, che trovo paradossale e assurdo. Usare i mezzi pubblici quanto più possibile, efficientare questo settore e il resto del parco auto lo facciamo elettrico, ricordandoci però che non si risolve il problema così, ma con un miglioramento alla base. Per farlo, dobbiamo ridurre drasticamente i consumi in generale, eliminando gli sprechi. Si parla di decrescita, intesa come crescita in senso di aumento del benessere, in termini di lavoro, di diritto all’istruzione e di parità di genere. Sappiamo bene che il benessere di una popolazione non è dato dal pil ma da altro. Non sottovalutare anche il settore delle banche e dei loro investimenti è importante.

L’importanza di un modello culturale di comunità e di relazione

Hai qualche aneddoto o esperienza particolare che hai vissuto durante i tuoi viaggi che ti ha particolarmente ispirato?

Ne ho tantissime. Forse la più recente mi ha toccato particolarmente. Nella cordillera di Talamanca in Costa Rica ho vissuto con i Nairi Awari, un popolo indigeno che esiste da sempre, che tutt’oggi difendono le loro terre ancestrali. Pur essendo il Costa Rica uno tra gli i paesi più all’avanguardia per i diritti della tutela delle terre indigene, anche lì, la legge non arriva.

Lottano per vivere a mani nude, in faccia a trafficanti, narcos e bracconieri. Chi si oppone lo bruciano. Quello che avviene è un furto di cultura e identità. Quando distruggi l’autostima e l’identità stessa di una cultura, l’hai resa completamente soggetta e succube a qualsiasi tipo di influsso esterno e di prevaricazione.  

La grande battaglia di oggi non si combatte più solo con le armi ma soprattutto si a suon di stories e di condizionamenti culturali. Invece, ti rendi conto che il loro modello culturale, che è di comunità e di relazione è diverso ma funziona; reiterare e confermare un modello culturale di quel tipo è fondamentale.

Vivendoci, ti rendi conto che sono persone. Mi fa strano parlare di comunità indigene, perché hanno nomi e cognomi. Sono persone con cui stringi legami profondi, persone a cui vuoi bene, per cui daresti la vita. Il concetto così cambia profondamente.

Uno sguardo all’Europa

Pensi che l’UE stia facendo abbastanza nella lotta contro il cambiamento climatico, quindi nelle politiche ambientali?

Penso che trovino parecchio ostruzionismo, che fare passi in avanti sia difficile. Ho partecipato per la parte di communication policy all’ultimo report sui rischi climatici in Europa, in cui si puntava a misure veramente nette.

L’Europa è uno dei luoghi più vulnerabili all’impatto della climatico, soprattutto quella del Sud (quindi Italia), che non è assolutamente preparata per quel che riguarda le aree costiere di dissesto idrogeologico. Ciò nonostante l’Italia stessa si sta opponendo alla Nature Restoration Law. Una delle leggi più importanti non soltanto per il comparto ambientale ma anche per quello agricolo ed economico perché ecosistemi devastati vuol dire terra non resiliente, acqua meno gestibile e aumento delle malattie, vuol dire meno biodiversità e difficoltà per l’agricoltura e per la produzione di cibo. Se c’è ostruzionismo da parte dei Paesi che più trarrebbero un vantaggio da questo tipo di politiche è difficile che avvenga un cambiamento.

In un’epoca di grande complessità e con le elezioni alle porte stiamo assistendo ha delle degenerazioni propagandistiche che io in anni non avevo mai visto e che ti fanno riflettere molto sul momento storico. La comunità europea si è sempre fatta da garante dell’ambiente, vedi Green Deal e tutti i pacchetti che sta portando avanti, e ci fa capire comunque di essere ancora uno degli enti internazionali più all’avanguardia, di conseguenza forse dovrebbe camminare un poco più in fretta.

La forza è nei legami

C’è un sogno o un progetto che speri di realizzare nei prossimi anni?

La forza è sempre nei legami, sia a livello di comunità che internazionalmente. Le persone possono fare davvero tanto se rimangono unite e coese, senza competere, riconoscendo tutto quello che abbiamo perso senza arrendersi.

Arrendersi è un privilegio che non possiamo permetterci. Perseveranza piuttosto che speranza.

Io personalemente continuerò a lavorare con le comunità indigene e con il rapporto tra migrazione e clima, due aspetti che non possono più essere divisi.

di Paolo Capovilla

Anteprima Terra Madre – Cibo, clima, bellezza futura è al MAXXI Roma, dal 24 al 26 maggio. Anteprima Terra Madre è un incontro nazionale in cui i giovani possono confrontarsi e comporre un disegno, una prospettiva, visioni e azioni concrete. I lavori delle giovani e dei giovani sono preceduti da tre lectio magistralis che possono essere fruite da tutte e da tutti sulle homepage di slowfood.it e terramadresalonedelgusto.com. #terramadre2024 #bellezzafutura

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