Il ritorno della regina: letture nella natura

08 Giugno 2024

«Il prato ha ancora tanta strada da fare. Potrebbero volerci altri venti o trent’anni, forse di più, prima che smetta di migliorare. Continuerò a fare aggiunte alla mia lista di piante, farfalle e bombi, e forse i miei ragazzi continueranno quando non sarò lì per farlo. A mio avviso, è certamente rassicurante vedere la natura riaffermarsi. Simili cambiamenti si verificherebbero in quasi tutti i prati se fossero lasciati in pace abbastanza a lungo, se non fossero continuamente arati e inzuppati di fertilizzanti. La fauna selvatica è resiliente, ha solo bisogno di un po’ di spazio e di tempo. Naturalmente non possiamo trasformare tutta l’Europa in un prato di fiori selvatici, anche se il risultato sarebbe incantevole, ma di sicuro possiamo trovare spazio per altri prati dello stesso tipo, dove la moltitudine di interazioni tra bombi, fiori, batteri, serpenti, mammiferi, uccelli e molto altro ancora possa essere ripristinata in tutta la sua gloriosa complessità».

«Ho una confessione da fare. Potrei sostenere che la biodiversità sia di vitale importanza per la nostra sopravvivenza (…) ma, in realtà, la mia motivazione per ripristinare questo particolare tipo di prato è molto più egoista. È, semplicemente, il posto più bello in cui sedersi in un giorno d’estate. Se non l’avete mai fatto prima, trovatevi un prato di fiori selvatici (…), andate da soli, sedetevi nell’erba alta e immergetevi del tutto in essa. (…) È quanto di più vicino al paradiso la maggior parte di noi riuscirà mai a raggiungere: di quale altra ragione dovremmo aver mai bisogno per creare e proteggere questi luoghi?».

Dave Goulson, Il ritorno della regina, Hoepli

Dave Goulson ha dedicato la sua esistenza ai bombi, creature delicate, misteriose, buffe – anche – e dai nomi meravigliosi: il bombo dei prati, il bombo dei muschi, il bombo dei pascoli, il bombo degli orti… Ha iniziato quasi senza accorgersene, da piccolo, collezionandone esemplari, e con goffi tentativi di tassidermia e non si è fermato mai più. Né da studente, né come ricercatore, né come fondatore del Bumblebee Conservation Trust.

Ogni sua considerazione sui bombi, sulle api, sugli impollinatori tutti è una considerazione che guarda oltre, agli ecosistemi, ai delicatissimi equilibri ecologici, alla bellezza più pura e profonda di cui possiamo godere. Siamo in estate, quasi. Provate a leggere Goulson, e a cercare un bel prato di fiori selvatici per sperimentare con mano quello che dice.

Sulle tracce del Bombus subterraneus

Il bellissimo viaggio di Goulson inizia mettendosi sulle tracce di un bombo particolare, il Bombus subterraneus, e parte dalla constatazione che, benché nel 1965 fosse ancora diffuso nelle campagne inglesi, appena 20 anni dopo era quasi estinto. In compenso, con viaggi prodigiosi a fine Ottocento, alcune regine di bombo furono esportate in Nuova Zelanda, dove oggi alcune specie di bombo – tra cui il subterraneus – continuano a prosperare.

A cosa è dovuta la scomparsa di questi bellissimi bombi dalle campage inglesi. Goulson ha pochi dubbi, e guarda ai cambiamenti intervenuti nel mondo agricolo da 100 anni a questa parte, più o meno. Quella di un secolo fa era una Gran Bretagna fatta di tanti piccoli campi, dove le coltivazioni di cereali e di tuberi si alternavano a rotazioni di trifoglio e prati da fieno permanenti. Non si usavano pesticidi né fertilizzanti artificiali. Erano le condizioni ideali perché i bombi potessero prosperare.

Con l’avvento dell’agricoltura industriale le cose erano destinate a cambiare: massimizzare le rese, rimuovere le siepi. prosciugare le paludi, aumentare le superfici destinate alla produzione di cibo, iniziare a trattare gli insetti come un nemico da combattere e contro cui dispiegare un vero e proprio arsenale chimico… Furono tutte azioni intraprese durante la Seconda Guerra Mondiale, quando si palesò la necessità di rendere la Gran Bretagna indipendente dal punto di vista della produzione di cibo, e che proseguirono anche successivamente, benché dal 1954 il razionamento del cibo fosse stato ufficialmente interrotto.

Meno foreste, meno prati, meno fiori, meno bombi. È questo un circolo vizioso. Un’interruzione violenta del circolo vitale della natura. E il libro di Goulson, la sua ricerca, la sua stessa esistenza sono dedicati a capire come invertirlo, ripristinando gli habitat ideali per riaccogliere questi magnifici insetti.

Perché salvare i bombi?

«Dal punto di vista aerodinamico, il bombo non dovrebbe essere in grado di volare. Ma il bombo non lo sa e vola lo stesso». Tra le tante citazioni che costellano il libro di Goulson c’è anche quella di Mary Kay Ash, imprenditrice e scrittrice americana. Io la riporto perché mi ha fatto sorridere molto, così come mi hanno fatto sorridere molte delle pagine dedicate alla descrizione di questi insetti, al modo in cui vivono, si accoppiano e nidificano, non di rado scegliendo di utilizzare materiali realizzati dall’uomo: un’aciugatrice in disuso, i mattoni cavi, i pavimenti in legno, ma anche i vecchi nidi di uccelli, i buchi nei tronchi d’albero, tra i rovi di more eccetera.

Io sono convinta di avere assistito a un tentativo di costruzione di nido nella mia legnaia. Per un giorno intero c’è stato un traffico intensissimo, un’attività di perlustrazione senza sosta che poi per qualche motivo che non so si è interrotta. In ogni caso, quel che ho potuto capire o intuire è che se si fornisce ai bombi un ambiente adeguato, i bombi arrivano e, in genere non arrecano disturbo!

Segreti e misteri

Ci sono poi tanti piccoli misteri che ce li fanno apprezzare come creature magiche e delicate. Uno dei fatti più curiosi è, per me, la loro temperatura corporea che per esserini di così piccole dimensioni è insolitamente alta: per sopravvivere un bombo deve mantenersi caldi, a circa 35°C costanti, il che richiede un grandissimo dispendio di energia. Una parte la fa la loro pelliccia, una parte le sacche di aria isolante, ma il grosso lo fa il loro volo (200 battiti al secondo, ossia 12.000 al minuto!), un’attività frenetica che li rende costantemente affamati. Molti misteri, poi, riguardano il loro stare in società, i loro rapporti con le altre specie – dalle api, ai tassi, ai “falsi” bombi (i famigerati bombi cuculo) – sui quali il libro di Goulson offre pagine memorabili – o il loro saper ritrovare la strada di casa, il sapersi creare un sistema di orientamento che ha dell’incredibile. 

Un motivo per salvarli è, dunque, l’innata simpatia che ci ispira la loro forma, la loro vita, il loro mistero. Né vanno dimenticati gli enormi benefici dei bombi per lmpollinazione delle specie selvatiche. Il loro contributo inestimabile alla bellezza del pianeta. Forse non ce ne rendiamo pienamente conto, ma la loro sopravvivenza è importantissima per garantire al pianeta un florido stato di equilibrio, e per non farlo precipitare nel caos.

L’autore

Dopo gli studi a Oxford, Dave Goulson è ora professore di scienze naturali e ambientali all’Università del Sussex. Nel 2006 ha fondato il Bumblebee Conservation Trust e per la sua straordinaria opera a difesa dei bombi e degli insetti in estinzione ha vinto nel 2010 il premio di innovatore sociale dell’anno, assegnato dal Biology and Biotechnology Reasearch Council. In lingua italiana, oltre a Il ritorno della regina è stato pubblicato nel 2022 il suo Terra silenziosa. Come possiamo e perché dobbiamo evitare che gli insetti scompaiano di cui parleremo prossimamente. Per chi volesse conoscerlo dal vero: Dave Goulson sarà tra gli ospiti di Terra Madre 2024. Potete rivedervi anche la sua Food Talk, realizzata in occasione di Terra Madre 2020, a questo link!

Un gioco di sottili equilibri

Un aspetto che nel libro di Goulson ci induce a riflettere – e non poco – è dato dagli equilibri sottili della natura che dovremmo contribuire a preservare. Perché non si tratta solo di bombi o di api mellifere.

Ad esempio, per quanto riguarda i bombi, l’autore mostra come, in alcuni casi la loro proliferazione potrebbe addirittura provocare danni. Forse non è risaputo da tutti, ma i bombi sono i principali alleati per l’impollinazione delle piante di pomodoro. L’impollinazione per ronzio è estremamente efficace e consente un notevole risparmio nel lavoro che, diversamente, i contadini dovrebbero solgere manualmente. È dal 1987, con la fondazione della società Biobest, che il commercio di bombi si è affermato su scala mondiale, dando lrivio all’allevamento intensivo di questi insetti. Nel momento in cui fu pubblicato Il ritorno della regina (l’edizione inlgese è del 2013) le “fabbriche” per lduzione di bombi terrestri erano 30, con un notevole impatto ambientale dovuto alla grandezza degli impianti, alla necessità di riscaldarli e illuminarli adeguatamente, al fatto che i nidi fossero collocati in scatole usa e getta fatte di plastica, polistirolo e cartone. 

A questo si aggiunge il trasporto dei nidi, che non di rado viaggiano per migliaia di chilometri, anche da un continente all’altro, per raggiungere la destinazione di impiego. E se, una volta arrivati a destinazione, i bombi entrano in competizione con le specie locali? E se la loro presenza porta a una proliferazione di specie infestanti? Sono tutti elementi che Goulson ci invita a prendere accuratamente in esame, invitandoci a soppesare con attenzione ogni nostra azione.

Invito alla lettura

Ecco perché leggere Goulson:

  • per scoprire un mondo che abbiamo sotto gli occhi, e per appassionarci alla bellezza e al mistero di alcuni fra i nostri compagni di strada
  • per vedere le traiettorie anche imprevedibili che prende la vita, e per allenarci a collocarle nel più ampio contesto dell’evoluzione
  • per appassionarci a tante specie e sottospecie – allevate e selvatiche – di cui probabilmente non abbiamo mai sentito parlare
  • perché gli insetti spesso li consideriamo come un problema, ma in realtà sono indispensabili alla proliferazione della biodiversità e della vita. E non possiamo farne a meno

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Terra Madre Salone del Gusto è un evento di Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte e ti aspetta a Parco Dora, Torino, da giovedì 26 a lunedì 30 settembre. Grazie al cibo possiamo riscoprirci parte della natura. Accesso libero. Siateci! #TerraMadre2024

Dave Goulson
Il ritorno della regina. Le mie avventure con le api selvatiche
Hoepli, 2019

Sulle api e gli impollinatori puoi leggere anche

Cinzia Scaffidi
Il mondo delle api e del miele
Slow Food Editore
Un libro completo e istruttivo, ricco di fotografie e infografiche, per scoprire tutto sull’affascinante mondo delle api e sul loro prodotto più prezioso. Dopo i primi capitoli dedicati alla zoologia e all’organizzazione sociale delle api, l’autrice tratta dell’apicoltura in Italia, passando in rassegna le stagioni del miele nazionale e i cicli di lavoro da Nord a Sud.

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