Aspettando Terra Madre 2024

Terra Madre Salone del Gusto è un evento di Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte e ti aspetta a Parco Dora, Torino, da giovedì 26 a lunedì 30 settembre. Scopri come grazie al cibo possiamo riscoprirci parte della natura. #TerraMadre2024

Tutto il bello di Terra Madre

Terra Madre torna a Parco Dora, simbolo potente di rigenerazione della città nella prima periferia nord di Torino. È impossibile non innamorarsi di questo luogo, anche per via della storia che racconta, del suo messaggio che invita a ritrovare il proprio posto nella natura, a dare alla natura la possibilità di tornare a esprimersi. Guarda le foto più belle dell'edizione 2022 che abbiamo selezionato per te.

Sei un’azienda? Iscriviti a Terra Madre 2024

Sei un’azienda e ritieni che i tuoi prodotti siano in linea con la nostra filosofia e i nostri criteri di selezione? Non aspettare ed entra a far parte del nostro Mercato! Scrivi a espositori@slowfood.it, manda la tua presentazione aziendale e descrivi prodotti che sei interessato a portare. I nostri uffici ti contatteranno per valutare la tua candidatura.

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La scorsa settimana abbiamo visto al mercato le Pink Lady che si tirano fuori dai magazzini a San Valentino. Rosa tendenti al rosso, lucidissime, perfette come la mela di Biancaneve. Ci sarà forse da diffidare?

Un articolo di Nature del 12 febbraio analizza i residui dei pesticidi usati ...in Val Venosta per la coltivazione massiccia delle mele, tra le più note e diffuse d’Italia e d’Europa.

Ebbene, le contaminazioni sono risultate massicce (del resto, si arriva fino a 40 trattamenti all’anno): nei meleti la concentrazione è altissima, con 23 pesticidi dei 27 esistenti in commercio presenti nel suolo e 18 nella vegetazione.

E la contaminazione si estende, con livelli più bassi, anche laddove non si coltivano mele. Addirittura nei laghi, nelle valli vicine e in quota oltre i 2000 metri.

Siamo proprio sicuri che non ci sia una via alternativa? Noi abbiamo in mente qualche esempio come quello dei Presìdi Slow Food.

Leggi di più qui 👉 https://bit.ly/melepesticidi

La viticoltura in Italia e nel mondo è messa a dura prova dalla crisi climatica e i vignaioli affrontano un futuro (che è già presente) sempre più incerto.

In questo contesto, ha senso oggi parlare di vigna sostenibile? È sempre possibile immaginare una filiera vitivinicola senza ...ricorso ai pesticidi?

I dati restituiscono un quadro di speranza. Un modello diverso c’è e la vitivinicoltura sostenibile, legata a principi di agroecologia, ne è la prova tangibile.

Se vogliamo davvero contribuire a invertire il disastro climatico, è su quel modello che dobbiamo fondare la visione del futuro, sostenendo i vignaioli che si affidano con consapevolezza alla natura rinunciando a pesticidi ed erbicidi, rispettando il suolo e dando valore alla biodiversità.

È questo il sistema che permette all’agroecologia di aiutare chi lavora in vigna. Farlo senza chimica di sintesi è un modo per credere nel futuro perché è l’unico modo di investire nel futuro.

Leggi l'articolo completo qui👉 https://bit.ly/vinoepesticidi

🍇Scopri questo modello di viticoltura rispettosa a Slow Wine Fair, a Bologna dal 25 al 27 febbraio. Incontra i viticoltori virtuosi e partecipa a Masterclass e conferenze per imparare che una viticoltura sostenibile, libera da pesticidi, è possibile.
Scopri di più su 👉 https://slowinefair.slowfood.it/

Organizzata da BolognaFiere e Sana da un'idea di Slow Food, Slow Wine Fair è la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. #SlowWineFair2024

🍇 «Attraverso i nostri vini noi vogliamo raccontare l’identità del territorio. Ma è un concetto su cui è ancora necessario lavorare. Al momento l’identità territoriale è ancora quella raccontata dai grandi gruppi, dalle uve vendute a prezzi irrisori. Noi cerchiamo di affermare una ...narrativa diversa. Che è sì poesia, ma anche tanta concretezza: vogliamo che il vignaiolo sia ripagato adeguatamente per il lavoro che fa, mostrando il valore dei suoi vini, che poi è anche il valore della sua terra».

🍷Buonasera!

Abbiamo percorso l'Italia in lungo e in largo, per raccontarvi le storie dei produttori di vino di Slow Wine Fair. Sono anche, innanzitutto, storie di bellissima agricoltura. Oggi siamo a Oriolo dei Fichi, Faenza, per scoprire la storia di Ancarani.

Un’azienda che ci piace moltissimo, anche per la sua dedizione al concetto di vino buono, pulito, giusto e quotidiano. «A casa nostra, il vino sta in tavola tutti i giorni, proprio come l’olio e come il pane. È anch’esso un alimento quotidiano. Noi non produciamo vini blasonati, ma vini che rispecchiano il nostro territorio, ottenuti da vitigni meno celebri, forse, ma che sono la piena espressione di questa terra».

👉E insomma, per scoprire questa bellissima storia, dovete andare qui: bit.ly/3I7u5Jp

💜l 25 febbraio alle 14:15 vi aspettiamo in Casa Slow Food per un importante appuntamento in cui Rita Babini, segretario nazionale FIVI interviene insieme a Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine. Ci uniamo all’invito della FIVI a firmare la petizione Vignaiolo custode del territorio e dell’ambiente! 👉 bit.ly/3Iaibyy

Organizzata da BolognaFiere e Sana da un'idea di Slow Food, Slow Wine Fair è la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. #SlowWineFair2024

Vignaioli Indipendenti Fivi Slow Food Events

C'è urgenza di affrontare il tema degli allevamenti industriali e intensivi attraverso una dialettica propositiva con l’opinione pubblica e un dialogo aperto e onesto con le realtà produttive.

➡️L’allevamento industriale produce inquinamento: in questi giorni sta rivelando ...tutta la propria insostenibilità, come testimoniato dai dati sulla qualità dell’aria in pianura Padana.

➡️L’allevamento industriale è causa anche di antibiotico resistenza, per via dei farmaci somministrati ad animali che vivono le proprie esistenze rinchiusi in spazi angusti, che amplificano il rischio di sviluppo di zoonosi.

➡️E, soprattutto, l’allevamento industriale ha creato una netta separazione tra gli animali e l’ambiente, snaturando un rapporto non solo eticamente valido, perché maggiormente rispondente ai loro bisogni, ma anche efficace sotto il profilo agricolo.

Per questo Slow Food Italia accoglie con favore l’avvio di un percorso istituzionale sul tema del superamento dell’allevamento industriale e intensivo.
Leggi di più qui 👉https://bit.ly/benepropostaallevamento

L’agroecologia è la nostra speranza per salvarci.

Perché l'agroecologia? L’agricoltura ricopre un terzo della superficie del Pianeta (circa 5 miliardi di ettari). Un terzo di questa superficie è destinata alla coltivazione, mentre i restanti due terzi sono costituiti da prati e... pascoli per il bestiame.

L’attuale sistema, basato su un'agricoltura industrializzata che sfrutta il suolo e gli agricoltori, è dannoso per chi se ne nutre, per gli animali e per le comunità.

Curare la terra significa anche aumentarne i nutrienti, ridurne l’erosione e il deflusso e permetterle di trattenere e conservare meglio l’acqua: tutto ciò porta con sè un aumento della produzione e della redditività per gli agricoltori.

Finora l’agricoltura industriale ha raccontato, a governi e cittadini, la favola della massimizzazione della produzione a favore delle popolazioni e come risoluzione della fame ma la verità è che l’unico obiettivo è sempre stato la massimizzazione dei profitti. A discapito della fertilità del suolo, della biodiversità, degli agricoltori e del nostro vero nutrimento.

L’agroecologia rispetta la terra e se ne prende cura: questa è l’unica chiave per un sistema sostenibile, che migliori la biodiversità e promuovi la sovranità alimentare, la giustizia sociale e la salute nostra e del suolo.

#SlowFood #biodiversità #agroecologia #buonopulitogiusto

🍇Slow Wine Fair 2024: manca davvero pochissimo!

La terza edizione dell'evento internazionale dedicato al vino buono pulito e giusto apre i battenti domenica 25, per i wine lovers e i professionisti del settore.

Ma anche soprattutto per le quasi 1000 cantine presenti, 300... in più dello scorso anno.

🍷«Le quasi 1000 aziende che esporranno i propri vini alla Slow Wine Fair hanno fatto da tempo una scelta precisa, che va nel senso della drastica riduzione o totale cancellazione della chimica di sintesi. Inoltre, utilizzano le risorse ambientali in maniera cosciente e sostenibile, sono lo specchio del loro terroir di provenienza, di cui preservano la biodiversità, e sono motori di crescita sociale delle rispettive comunità di appartenenza». Così ha dichiarato @giancarlogariglio, curatore di Slow Wine e coordinatore della Slow Wine Coalition nella conferenza stampa che si è svolta a Bologna questa mattina.

🌱«Oltre il 50% delle aziende presenti sono certificate biologiche o biodinamiche e indicano con chiarezza come fare agricoltura in modo profittevole e sostenibile, avendo cura della fertilità del suolo, tema portante di questa terza edizione, della salute dell’ambiente e delle persone. Un suolo sano costituisce, infatti, la base essenziale dell'economia, della società e dell'ambiente, in quanto produce alimenti, accresce la nostra resilienza ai cambiamenti climatici e favorisce il nostro benessere. I professionisti e gli appassionati che si riuniranno nei padiglioni di BolognaFiere sono i veri ambasciatori di questo profondo cambiamento, che dobbiamo per forza di cose imprimere al nostro sistema agricolo».

Leggi il comunicato stampa qui 👉 bit.ly/42PWixV

Non ci resta che dirvi… Vi aspettiamo! I biglietti sono disponibili qui 👉 slowinefair.slowfood.it/biglietti-e-orari/

#SlowWineFair2024 Slow Food Events

Essere soci durante gli eventi Slow Food ha tutto un altro gusto! 🐌

Chi entra a far parte del mondo della Chiocciola, la nostra grande rete globale presente in oltre 160 Paesi nel mondo, lo sa bene: tutte e tutti, insieme, possiamo cambiare il mondo a partire dal cibo.
E per chi ...sceglie di unirsi a noi, i vantaggi si moltiplicano in occasione degli eventi.

Ecco allora 6 buoni motivi per diventare socio o socia Slow Food a Slow Wine Fair, la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto:

✨ Potrai accedere in fiera al prezzo riservato di 29 euro anziché 39
✨ Avrai sconti esclusivi sulle Masterclass, le degustazioni guidate che spaziano dall’Africa alla Francia, dall’Austria all’Emilia Romagna, per assaporare il gusto della biodinamica o tutto il sapore di vini autoctoni e resistenti.
✨ Entrerai a far parte della nostra rete internazionale, che a Bologna riunisce vignaioli che vogliono bene alla terra, agricoltori resistenti, Presìdi e Comunità Slow Food del vino
✨ Nello spazio di Casa Slow Food potrai acquistare i libri di @slow_food_editore dedicati al vino e tantissimi altri titoli, tutti a un prezzo scontato per i soci
✨ Se ti unisci a noi durante l’evento, riceverai subito in omaggio un libro e la spilletta argentata della chiocciola
✨ Goditi il bello di essere socio anche fuori dalla fiera, con gli eventi Off! Sono tantissimi gli appuntamenti pensati per te dalla rete locale come incontri, degustazioni e cene a tema nelle Osterie e nei locali dell’Alleanza. E per i consigli sui produttori da visitare, i mercati e le botteghe dove fare acquisti, consulta Slow Food in Tasca, la web app per i soci Slow Food.

#SlowWineFair ti aspetta a Bologna dal 25 al 27 febbraio con un programma ricchissimo di iniziative: consultalo su https://slowinefair.slowfood.it/
Ed è solo l’inizio di un anno straordinario di eventi nel segno del buono, pulito e giusto. Vivili insieme a noi, unisciti al movimento del cibo 👉https://bit.ly/tesseraSlowFood

Di che colore è la polenta?
Se avete pensato al giallo forse non conoscete il mais biancoperla.

Fino al secondo dopoguerra, nel Polesine, nel Trevigiano e nel Veneziano si cucinava soprattutto una polenta bianca. Considerata di maggior pregio, divideva geograficamente la pianura e la ...collina dalla montagna, dove era diffusa quella gialla.

Nella prima metà del secolo scorso era coltivato su oltre 50 mila ettari, eppure ha rischiato seriamente l’estinzione perché intorno agli anni Cinquanta è stato soppiantato da varietà ibride più produttive.

Oggi, un gruppo di agricoltori ha recuperato, e nuovamente coltivato, gli ecotipi originari di biancoperla.

L’obiettivo del Presidio è migliorare la qualità della farina di mais biancoperla e diffonderne la conoscenza, promuovendo, in particolare, la macinazione a pietra
che ne esalta le ottime qualità organolettiche.

Il mais è una pianta ad alto valore strategico e politico. È diventata una delle più importanti merci di scambio dell’agroindustria. Un pugno di multinazionali ha
riempito il mondo di mais, tantissimo, di pochissime varietà, ibride e transgeniche. Il rischio è la perdita della biodiversità e della sovranità alimentare.

Per questo Slow Food Italia ha dato vita a Slow Mays, la rete dei custodi di mais locali a impollinazione libera, ovvero di quei mais la cui selezione e trasformazione delle sementi avviene in modo naturale, nei campi.

Fanno parte della rete di Slow Mays 36 varietà da tutta Italia e oltre 160 produttori.
La rete si riunisce domenica 3 marzo, in occasione dell'evento Una domenica andando per polenta ad Arcevia (An).

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🎧 Scopri di più sul mais biancoperla ascoltando il podcast @loquis_app dedicato a questo #PresidioSlowFood 👉 https://bit.ly/maisbiancoperla

Slow Food Ancona e Conero Slow Food Marche

CESSATE IL FUOCO. FERMATE QUESTO GENOCIDIO
Si può e si deve dire!

Quanto tempo può resistere un popolo?
Quattro mesi? Quelli che ci sono voluti per colpire 30 mila vittime innocenti? Di più?
Quanti giorni dobbiamo aspettare prima che la prossima vittima possa essere ...l’ultima?
Quanti giorni perché tutti gli ostaggi siano finalmente liberi?

Le parole possono fare qualcosa per salvare più di un milione di bambini, donne, uomini innocenti?
Quante parole servono? Quante voci?

#cessateilfuoco #ceasefire

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